Rinascere uniti dalle ceneri

I simboli che ci rendono europei

di Raffaele A. 4^An– 15 Aprile 2019, il cielo di Parigi si illumina di un rosso tendente all’arancione, come quando tramonta il sole, ma sono le 22:00 in punto e il sole dorme ormai da un po’; le sfumature rossastre miste a fuliggine si diramano nel cielo partendo da un solo punto, la cattedrale di Notre-Dame, che avvolta dalle fiamme sta lentamente  bruciando davanti alle facce incredule a tratti impaurite di centinaia di presenti. Con una calma sconcertante il legno carbonizzato si sgretola non curante dei vigili del fuoco che in tutti i modi tentano di prevenire il peggio. Lo scrittore Giuseppe Cappello, in una lettera a ‹‹L’Espresso››  di quella settimana, fa riferimento a questo tragico evento per trattare il riaffermarsi del nazionalismo nella società europea, a proposito fa notare come noi tutti (Europei) abbiamo sviluppato un’appartenenza nazionale più o meno accentuata (forte). Quando questo sentimento nazionalista diventa troppo accentuato all’interno della società sta ad indicare una popolazione che ha perso la consapevolezza del proprio essere, una popolazione che non si sente parte di un Unione, ma  che al contrario si chiude all’interno dei confini nazionali. Cappello attraverso un paragone allude al sentimento di appartenenza che ancora è vivo dentro ognuno di noi, dice: ‹‹Ognuno, con la sua fiera appartenenza nazionale. Ognuno, però, in un intarsio secolare con l’altro come il soffitto di Notre-Dame che ieri abbiamo visto bruciare…››. Attraverso questa affermazione vuole farci capire che di fronte ad avvenimenti negativi, come ad esempio l’incendio di Notre-Dame, innumerevoli attentati terroristici che hanno colpito la Francia in questi ultimi anni o ancora le masse di rivoltosi come i gilet gialli, le persone riscoprono quel senso di appartenenza a qualcosa di grande che non si limita ai confini nazionali, appunto l’Unione Europea. Nella sua risposta alla lettera , la giornalista Stefania Rossini si dimostra favorevole alla tesi ed alle argomentazioni di Cappello, completandone il pensiero, infatti sceglie come colonna sonora per la tragica serata L’inno alla Gioia di Ludwig Van Beethoven, accostandola alla liberazione graduale e consapevole del male. Graduale perché comunque sia il sentimento nazionalista è sentito fra le persone e non saranno solo le tragedie a farlo sparire a favore dell’unità europea e consapevole perché ce ne stiamo rendendo conto, appunto le persone si sentono più vicine e si riconoscono in una comunità (l’Europa), ma per il momento questo avviene soprattutto quando succede qualcosa di tragico e inaspettato.

Personalmente ho ritrovato nell’immagine di Notre-Dame in fiamme con in sottofondo L’Inno alla Gioia un significato di rinnovamento, la cattedrale, per un attimo, simboleggia il nazionalismo radicato che solo negli ultimi anni sta tornando alla luce, ora sta andando a fuoco sotto gli occhi di tutta l’Europa e le facce delle persone stranite non riescono a comprendere ciò che sta accadendo, nel frattempo sono unite e vicine l’un l’altra, confortandosi a vicenda; man mano che ci si avvicina alla fine della composizione le fiamme si fanno sempre più intense fino a ricoprire l’intera cattedrale, del nazionalismo non è rimasto altro che la cenere. Ora l’espressione sulla faccia della gente è diversa, più rilassata, non essendo più costrette a fissare il bagliore accecante delle fiamme senza poter fare nulla e sostenendosi impotenti. Ora è il momento di ricostruire.