Recensione “Il tatuatore di Auschwitz”

Il tatuatore di Auschwitz

“Giorno dopo giorno Lale lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo finché una volta alza lo sguardo, per un solo istante: è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno.”

Copertina del romanzo  storico "Il tatuatore di Auschwitz"

“Quando Lale varca i cancelli aperti in ferro battuto, alza lo sguardo e vede le parole tedesche modellate nel ferro. ARBEIT MACHT FREI. Il lavoro rende liberi. Non sa dove si trova o quale lavoro dovrà svolgere, ma l’idea che questo lo renda libero gli sembra una specie di macabro scherzo.”

“La trattiene per il braccio un attimo più del necessario e la guarda ancora negli occhi. Mentre li fissa sembra che il suo cuore allo stesso tempo smetta di battere e ricominci per la prima volta, impetuoso, minacciando quasi di scoppiargli fuori dal petto.”

Sara G. – Classe 5AI