Quale Europa: l’Europa dei paesaggi e dell’ambiente, un incontro col Prof. Renato Ferlinghetti

Il 27 Aprile si è tenuto un incontro rivolto alle classi terze in occasione della festa del Marconista, il blog di istituto. L’incontro, tenuto dal dottor. Renato Ferlinghetti, era incentrato sui paesaggi e l’ambiente che caratterizzano l’Europa. Geografo e naturalista, Ferlinghetti insegna Geografia urbana e regionale, Processi urbani e dinamiche di comunità, Istituzioni di storia e geografia nei corsi di laurea di Lettere, Scienze dell’educazione e Scienze della formazione primaria presso l’Università degli Studi di Bergamo. È vice-direttore del Centro Studi sul Territorio ‘Lelio Pagani’, socio dell’Ateneo di Scienze lettere e Arti di Bergamo e consigliere del Parco Regionale dei Colli di Bergamo. Ha indirizzato le proprie ricerche all’analisi del paesaggio e alla gestione dei beni ambientali, con particolare interesse ai contesti a elevata criticità, alle aree urbane, a quelle protette e ai temi della sostenibilità.

Ha subito iniziato il discorso affermando che la geografia che si tratta in università è molto più concreta di quella che facciamo a scuola. La geografia è lo studio e l’analisi della Terra e di tutti i fenomeni che la caratterizzano. Proprio per far diventare la geografia una cosa concreta, hanno deciso di intraprendere una stretta collaborazione tra l’università ed il territorio circostante.

Successivamente siamo passati all’argomento cardine di questo incontro: l’Unione Europea.

L’Unione Europea è a tutti gli effetti una “realizzazione di un sogno impossibile”. La sua storia è sempre stata caratterizzata da conflitti e contrapposizioni soprattutto tra: Serbia e Bosnia Erzegovina, Siria e Iraq, Iran e Libano, Crimea e Ucraina ecc.

Per fare un esempio la città di Belino venne bombardata 363 volte nel 1945, uno strazio senza termine per i soldati e, soprattutto i veri combattenti al fronte: i civili. L’Unione Europea vuole nascere per risorgere dalle ceneri della seconda guerra mondiale e, costruendo un clima di pace, porre fine a tutte le ostilità tra le popolazioni europee. Il 4 Novembre 1946 nasce l’UNESCO, un organo per la pace, la cultura, l’uguaglianza e la preservazione del patrimonio mondiale dell’umanità. Qualcosa cominciava a muoversi nelle menti e, soprattutto nei cuori, delle popolazioni europee. I veri ideatori dell’UE furono Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman. E’ proprio grazie alla dichiarazione di Schuman che, il 9 Maggio 1950, nasce la CECA (comunità economica del carbone e dell’acciaio): la prima organizzazione antenata dell’UE. I passi successivi furono il trattato di Roma del 25 Marzo 1957 e il trattato di Maastricht del 1992. In questi anni l’UE si è sempre più o meno battuta per tutelare l’agricoltura, l’economia, la società e, soprattutto, l’ambiente dei paesi membri. Infatti, si è sempre cercato di rendere tutto ciò che si faceva sostenibile dal punto di vista ecologico, economico e sociale.  

Gli obbiettivi che si è posti l’UE per la tutela delle specie sono: la conservazione dell’habitat in cui vivono, la conservazione del numero di specie e, in particolar modo, la tutela della resilienza (la capacità di un ecosistema di sopravvivere ed evolversi nonostante la presenza dell’uomo).

Tutte queste idee astratte si sono concretizzate nella conferenza di Rio del 1992 in cui si è costituita l’agenda 21, un vero e proprio manuale per lo sviluppo sostenibile del pianeta nel XXI secolo. La novità essenziale è che il provvedimento agisce su base biogeografica: ogni territorio, bioma o ambiente ha le sue norme fatte su misura.

Una domanda che ci siamo posti in molti è stata:” Ma, l’uomo distrugge sempre l’ambiente?”. La risposta è no. Come diversi studi hanno verificato, c’è stato un rilevante incremento della biodiversità fino al 1800 circa. Ovviamente anche oggi si cerca in tutti i modi di curare, nel vero senso della parola, il nostro territorio: la crescita non controllata della vegetazione potrebbe distruggere altre specie di vita, risultando quindi dannosa.

Ferlinghetti ci ha fatto presente che si è persa la cultura del conservare, essere custodi e non padroni del nostro pianeta: la nostra casa. Nella direttiva 92, allegato 2 dell’agenda 21 ci sono alcune specie da salvaguardare che ci riguardano direttamente.

  • La rana Latastei vive solamente nei boschi della pianura Padana, vicino ai fontanili e alle rogge (luoghi umidi). Con il passare del tempo questo esemplare si è “fatto urbano”. Dalle campagne si è adattato trasferendosi in città e, attualmente, si trova nelle zone di Astino e Val Marina, dentro il comune di Bergamo.
  • Un’altra specie è l’Ululone dal ventre giallo, anche detto Bombina variegata, è un animale che vive nelle pozze di alta montagna. Si è trasferito dalla penisola Balcanica alle zone montanare di Bergamo.
  • La linaria bergamasca che vive in quelle che vengono definite “l’amazzonia d’Europa”: le Prealpi bergamasche.
  • La Campanula elatinoides fiorisce a settembre e vive solamente sulle pietre calcaree, infatti, di solito, cresce nei santuari e vicino alle chiese. (Papa Giovanni XXIII, mentre pregava nel suo solito angolino a Sotto il Monte, era circondato da questi bellissimi fiori).

Nella fase conclusiva della conferenza, il dottor. Ferlinghetti ha parlato del S.I.C., il sito di interesse comunitario che, con i suoi 30.000 Km di zone protette, copre il 10% del territorio italiano. Un altro progetto fondamentale finanziato dall’UE si chiama “RETE NATURA 2000”. E’ la rete protetta più grande del mondo e tende a costruire dei corridoi ecologici che possano connettere le varie zone.

Concludendo possiamo dire che è stata veramente un’occasione unica e irripetibile grazie alla presenza di Renato Ferlinghetti, dottore universitario ma, prima di tutto, uomo che tiene davvero all’ambiente.

Come diceva Albert Einstein:” “Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare.”

Daniele Intra, 3AL     28.04.2019