Primavera. Il periodo durante il quale ci sentiamo più elevati, più vicini a Lui. L’anima si scinde, per brevi istanti, dal corpo, in contemplazione.
E’ difficile da spiegare. Senti che sei vicino come non mai a cogliere qualcosa che ti è sempre sfuggito, a capire il segreto, il senso dell’esistenza. La natura si risveglia, l’aria stessa ha quel profumo, quell’essenza che invoca alla rinascita, alla felicità.
L’inverno è finito, le difficoltà ormai alle spalle, le paure sembrano quasi insignificanti di fronte all’enorme soffio della vita. Eppure non sono cancellate. Come il seme deve spezzarsi per lasciar sbocciare la vita, così la sofferenza, le tribolazioni sono necessarie alla rinascita, allo sviluppo dello spirito. L’anima può soffrire, ma è indistruttibile. Come un metallo, lucente e resiliente, che non può venire spezzato, ma solo temprato, reso più forte.
Sono seduto all’aperto. Tira la brezza, portando con sé mille profumi, mille occasioni. Sa di casa, di spensieratezza, di felicità, di mistero. Capisco che non sono altro che un essere insignificante nella grande macchina del tempo, eppure ciò non mi mette angoscia, perché comprendo che la bellezza di tutto questo non può essere frutto del caso.
Ti senti così vicino, così prossimo a cogliere i misteri della vita, a dare una risposta alle tue domande, eppure tutto ciò ti sfugge, più ti inoltri lungo questo sentiero più il compimento del viaggio sembra allontanarsi. Come l’orizzonte, così la conoscenza, la totale pace interiore: bellissima e irraggiungibile.
E’ vero, sullo sfondo dell’eternità appaiamo come tanti minuscoli puntini di vernice, piccoli tocchi di colore. Eppure in questi momenti capiamo che l’anima è una cosa troppo bella, troppo complessa per andare distrutta.
Io non so, quando il mio viaggio si avvierà al termine, cosa mi attenderà. Non ho la presunzione di conoscerlo. Siamo troppo piccoli per sopportare la conoscenza di un mistero così grande. Ma sicuramente non ci sarà una fine, non terminerà tutto con uno schermo nero e poi il nulla.
Preferisco immaginarmela come la luce che filtra tra le palpebre, come il vento che fa stormire le foglie, come la brezza che ti accarezza il viso in un pomeriggio di primavera.

[Articolo firmato,N.d.R.]
Immagine da:https://larchedegloire.com/wp-content/uploads/2016/07/homme-de-lumi%C3%A8re.jpg