Marconi : Piergiorgio = Piergiorgio : Marconi

Intervista al prof. Piergiorgio Mazzoleni nel secondo anniversario della sua scomparsa

Il Marconi sta a Piergiorgio come Piergiorgio sta al Marconi!
Così si può sintetizzare il rapporto strettissimo che ha legato il nostro Istituto a Piergiorgio Mazzoleni, docente di Educazione fisica (poi Scienze Motorie e Sportive), figura storica della scuola a partire dal 1977, quando il Marconi non era ancora nella sua sede attuale, bensì nell’edificio di viale Marconi, attualmente occupato dall’università.

“Il marconista”, blog della nostra scuola, è nato lo scorso anno e Piergiorgio non l’ha conosciuto, ma gli sarebbe piaciuto, perché avrebbe dato spazio e visibilità a iniziative come quelle che promuoveva, perché avrebbe favorito lo sviluppo di uno spirito libero e critico di cui lui era alfiere, perché sarebbe stata un’occasione di maturazione e di miglioramento per gli studenti, che per Piergiorgio erano il centro della sua azione educativa quotidiana.

“Il marconista” ha deciso così di intervistarlo, chiedendo a chi l’ha conosciuto, ci ha lavorato insieme e gli ha voluto bene, di dare una mano alla redazione in questo difficile compito.

Non è facile parlare con Piergiorgio, è sempre affaccendato tutta la mattina, sempre in piedi, in movimento continuo tra le palestre e lo stanzino dei docenti di Educazione fisica…

(Red.) [Ettore – Redazione de “Il marconista”] : Piergiorgio, posso intervistarti per il blog? Penso che agli studenti piaccia sapere qualcosa di più su di te, oltre a vederti tutte le mattine arrivare con la bici rossa
(P.G.): Ah, la bici rossa, quella da lavoro, per andare a scuola
(Red.): Proprio quella, con ombrello incorporato in caso di pioggia. Non so come tu sia riuscito a inserirlo senza ostacolare la pedalata… Certo che con le bici ci smanetti al punto da…. Perché ridi?
(P.G.): Una volta ho fatto uno scherzo a Silvana che era venuta a scuola in bicicletta. Sono uscito nel cortile con due ragazzi svegli, uno faceva da palo, l’altro mi passava i ferri giusti, quelli “cattivi”.
(Red.): Naturalmente tu, a differenza dei comuni mortali, ti porti sempre dietro i ferri, vero?
(P.G.): Silvana era in palestra con il suo gruppo, mancavano dieci minuti alla campanella. Smonto i due pedali e glieli rimonto al contrario [Piergiorgio ride di gusto]. Quando è uscita sale in sella, non se n’era accorta, cerca col piede il pedale e per un pelo non cade
(Red.): Si sarà arrabbiata
(P.G.): Diciamo di no, solo all’inizio… alla fine, davanti ai ragazzi che guardavano divertiti e accennavano a me… io ridevo, mi ha lanciato uno sguardo tra il meravigliato e l’incazzato, ha scosso la testa e alla fine ha riso anche lei… Le ho fatto uno scherzo perché sapevo che alla fine lo avrebbe accettato come gesto di un amico oltre che collega
(Red.): Non come quella volta che Silvana ha messo mano nelle tue cose nei magazzini della palestra
(P.G.): Con la scusa che voleva fare ordine, mi ha buttato via un sacco di cose utili
(Red.): C’era anche Claudio, tu eri assente da un po’ di giorni, hanno pensato che fosse il caso di disporre le cose con più logica
(P.G.): Non ho più trovato le mie cose, non le trovavo dove mi ricordavo di averle messe
(Red.): Claudio ha parlato di vecchie camere d’aria di palloni e gomme di bicicletta utilizzate come estrattori per le frecce, tubi di cartone come faretre, occhiali da sole con una sola lente…. Questa è la scuola, non la tua cantina. Inforchi gli occhiali e vai a pescare le cose più improbabili, un disordine “ordinato”, così ci hanno detto alcuni amici che ti conoscono bene… Hai sempre avuto la mania di conservare tutto
(P.G.): Perché può sempre servire. Quella volta comunque mi sono davvero arrabbiato, meno male che Onofrio mi ha tenuto via quel compressore…
(Red.): È vero, il compressore! Sappiamo che l’hai smontato da un frigorifero che stava per essere buttato. Bisogna ammettere che è stata una bella idea. Pensa che lo usano ancora adesso
(P.G.): Il vostro blog fa bene a iniziare una campagna per la raccolta differenziata e per il riciclo intelligente. Vi appoggio totalmente, specialmente se si fa entrare nella testa dei ragazzi che è importante agire in questo modo
(Red.): Grazie Piergiorgio, i ragazzi sono sempre al primo posto, vero? In effetti con te c’è un bel clima di lavoro e i ragazzi ti apprezzano. E quante attività…
(P.G.): Beh, sì. In questi anni ho introdotto attività sportive diverse dalle solite, calcio, basket, palla a volo, atletica…
(Red.): Se non ricordo male, il tiro con l’arco, l’orienteering…

Biciclettata 5° Ain – maggio 2015

(P.G.): Dimentichi il cicloturismo scolastico
(Red.): Non lo dimentico, anzi! Pensa che ti hanno dedicato la biciclettata primaverile dei ragazzi del biennio e del triennio lungo il Parco dell’Adda, seguendo l’itinerario che hai studiato, praticato e perfezionato per anni. Si chiama “Biciclettata Mazzoleni”, sei famoso…
(P.G.): Ma questo è niente rispetto a quello che riuscivo a fare una volta: hai mai sentito parlare delle mie gite in bicicletta con gli studenti meritevoli dell’Istituto in Sardegna, all’isola d’Elba o in Corsica?
(Red.): Certo che sì, davvero eccezionali! Girava una leggenda metropolitana, poi convertita in realtà accertata: una foto mentre passeggi in spiaggia vestito da ciclista, con tanto di scarpette, e calzettoni tagliati sulle braccia per ripararti dal sole.
(P.G.): Sono convinto che funzionino meglio delle creme di protezione…
(Red.): Forse hai ragione tu. Oggi però iniziative del genere non sono più possibili, si è irrigidito tutto, troppi vincoli. Peccato!
(P.G.): Guarda che con me non è mai successo niente. Quando ho portato le classi alla biciclettata tutto è sempre stato organizzato fino all’ultimo dettaglio. Radio ricetrasmittenti alla testa e alla coda del gruppo, bandierine rosse di segnalazione in prossimità di incroci o rotonde per bloccare il traffico, percorso consegnato individualmente a ogni partecipante…

Foglio con l’itinerario che Piergiorgio consegnava a ogni alunno

(Red.): Assolutamente sì, ho visto personalmente un foglio A4 creato con un “copia e incolla” usando davvero forbici e colla, con il testo battuto a macchina, la mappa disegnata a mano segnando con evidenziatore il percorso e le tappe. Ricordo ancora le prescrizioni obbligatorie che imponevi a tutti: casco, bici da fuoristrada in ordine…
(P.G.): Meno male che portavo i ferri, c’era sempre qualcuno che aveva noie o veniva con la “Graziella” o addirittura con la bici della nonna
(Red.): … da mangiare al sacco, documenti, telefono, un sacco della spazzatura (per i rifiuti o come protezione in caso di pioggia), 1 euro per pagare il passaggio sulla chiatta di Imbersago
(P.G.): Visto? Niente è lasciato al caso
(Red.): Raccontami della scommessa che hai sempre proposto ai ragazzi dopo la mezz’ora di pausa al santuario di Madonna dei Verghi, quello in riva all’Adda
(P.G.): [ride] Chi riesce a salire senza scendere dalla bici fino in cima alla salita che dal santuario porta all’imbocco del ponte di Paderno prende dieci in Educazione fisica!
(Red.): Ha mai vinto qualcuno?
(P.G.): In tutti gli anni solo un paio di ragazzi, atleti allenati…
(Red.): Poi a scuola, come verifica, sottoponevi ai ragazzi un questionario sulle cose che avevano visto e che avevi spiegato durante il viaggio. Anche quel questionario aveva qualcosa di originale, così ho sentito dire
(P.G.): [ride ancora di gusto] Dividevo la classe in due file e consegnavo due diversi questionari, così non potevano copiare
(Red.): Cosa c’è di strano?
(P.G.): Una fila aveva tutte le risposte “VERO”, l’altra tutte “FALSO”! Non se ne sono mai accorti!
(Red.): Ti piace prenderti gioco di comportamenti troppo rigidi o troppo conformisti, eh? Sappiamo che una volta hai inserito il tuo codice fiscale nel verbale di una riunione, semplicemente per il gusto di sapere chi avrebbe impiegato il suo tempo nel leggere il documento
(P.G.): [ride mentre si alza] Adesso lasciami andare che sta per suonare. Quando esce questa intervista?

Dalmine, 6 aprile 2019