Lo sport e la vita agonistica

Lo sport nella vita dei giovani occupa un ruolo molto importante, infatti, grazie ad esso, si creano nuove amicizie, si sfoga la propria rabbia, si cresce e si provano nuove sensazioni ed emozioni.

L’attività sportiva si inizia generalmente da piccoli dove il bambino migliora le sue qualità fisiche e dove il lavoro viene svolto in modo graduale e progressivo per accompagnarlo a sviluppare una personalità armoniosa.

Per questo la durata e l’intensità degli esercizi, in base ciò che si pratica, varia a seconda dell’età o del livello a cui si ambisce.

L’agonismo può dare dei benefici al bambino, lasciando spazio prima alla competizione come gioco per poi passare ad un apprendimento tecnico più specifico.

La competizione negli ultimi anni è diventata sempre più diffusa in tutte le discipline.

Le gare, sia che portino ad un successo che ad una sconfitta dell’atleta, vengono vissute con tutte le emozioni possibili, dalla rabbia alla gioia, dalle urla al pianto, dall’esultazione alla malinconia, ma comunque rimarrà sempre come una parte di storia sia individuale che della squadra.

Il successo nello sport dipende dalle caratteristiche di ognuno. A volte vengono proposti dei modelli non raggiungibili, che portano i ragazzi a delusioni, mortificazioni, umiliazioni e all’abbandono dell’attività.

Tutti hanno diritto di divertirsi, di giocare e di stare bene anche senza essere dei campioni.

L’atleta sa cosa è una competizione sportiva ed è consapevole del grosso impegno fatto di allenamenti intensi e di stress fisico che comporta.

L’agonismo non è un dovere se non viene educato, perché nello sport si deve imparare anche a perdere senza rimanere delusi dalle proprie prestazioni.

Crescendo, tra i giovani adolescenti, lo sport è considerato un momento importante nello sviluppo, nella formazione e nell’educazione: per molti è un opportunità per tenere in allenamento la mente, il fisico e la forza muscolare, mentre per altri è l’unico momento per estraniarsi dalla solita routine; per tutti è però ciò che serve per organizzarsi e suddividere quindi il tempo affinché si riesca ad unire l’utile al divertevole.

Gli adolescenti che sono invece “allergici” allo sport, spesso, sono in sovrappeso o trascorrono molte ore davanti allo schermo di un cellulare o di un computer trascurando il proprio organismo senza accorgersi di quanto lo stanno danneggiando. Oltre ai problemi di salute che possono avere, il loro cervello è più lento ad elaborare, impiegando tempi maggiori nello studio a casa.

È stato scoperto dall’università di Adelaide, Australia, come afferma il sito di TgCom24, che bastano 30 minuti di attività fisica per innescare il fenomeno della plasticità celebrale, ovvero la capacità del sistema nervoso di cambiare la propria struttura e il funzionamento del proprio corpo per tutta la vita sia nel bene che nel male. Questa permette inoltre di avere benefici per coordinazione, memoria e apprendimento.

Durante gli studi hanno monitorato lo stato dell’encefalo di un gruppo di adulti tra i 20 e i 30 anni e subito dopo 15 minuti di esercizio, il cervello si è “illuminato” iniziando cambiamenti fisici e chimici e aumentando la sua elasticità.

Lo sport dà dipendenza all’organismo e, proprio per questo motivo, più ci si allena più si ha voglia di sentirsi bene e di stare bene: una droga che non ha controindicazioni.