Intervista al dirigente

Abbiamo realizzato quest’intervista per sapere dal Dirigente i suoi pensieri riguardo l’idea del blog scolastico e alcune considerazioni riguardo l’ambiente “Scuola”.

Da chi e come è nata l’idea di creare un blog della scuola?

“L’idea è nata qualche tempo fa dall’area di cittadinanza e costituzione, in particolare dal prof. Colombo, un professore molto attento al coinvolgimento dei ragazzi affinché possano trovare delle dimensioni in cui sentirsi protagonisti. La cosa mi ha trovato favorevole perché si sposava con due proposte: un’inchiesta sull’alternanza scuola-lavoro e lavorare sulla comunicazione, sfruttando tutti i canali che abbiamo a disposizione ad esempio i social network. Questo per farci conoscere da tutti, in primis i ragazzi e le famiglie, ma soprattutto anche nel nostro territorio in modo che possiamo raccontare alle aziende non quanto siamo bravi, ma quello che facciamo a scuola. Perché tante volte una persona si ricorda della scuola per come l’ha fatta. Penso che la scuola sia un’Istituzione, cioè qualcosa che la società ha individuato per trasmettere alle generazioni future i concetti importanti, la cultura. E trovare uno spazio in cui ci si possa esprimere è assolutamente importante”.

Pensa che sia un’occasione per uno studente di dare voce alle sue idee?

“È solo una delle tante occasioni, perché non esiste solo lo scrivere. Per esempio abbiamo fatto un murales qui a scuola. Abbiamo anche localizzato uno spazio dove c’è il parcheggio delle moto, dove i ragazzi possono liberamente dar sfogo alla loro “vena artistica”. Le occasioni sono tante: quella del blog è una delle occasioni, ma anche gli stessi laboratori pomeridiana sono una validissima opportunità”.

Qual è, secondo lei, lo scopo di avere un blog scolastico? E’ importante per una scuola pubblicizzare le sue attività interne?

“Non è pubblicizzare, ma è raccontare. La pubblicità è una cosa che si fa per vendere e noi non vendiamo niente. È importante questo blog perché è uno dei momenti in cui si può sentire la voce di tutti gli studenti. Poi il “raccontare” è importante perché la scuola italiana soffre di cattivissima stampa. Se uno parla di scuola è perché i ragazzi non sono preparati, non hanno le competenze o si comportano in modo sbagliato e non penso che la scuola sia così”.

Secondo lei, questo blog risulterà essere più fruttuoso/proficuo per gli studenti che  contribuiscono alla sua stesura o risulterà essere più proficuo per l’immagine che esso contribuirà a portare all’immagine dell’istituto?

“Immagine è un termine che non mi piace. Secondo me è un posto che permette a chi vuole di capire che scuola siamo. Per esempio l’alternanza scuola-lavoro è uno strumento che ci è stato imposto, che però deve passare da obbligo ad occasione. Quindi dobbiamo avere degli strumenti che ci raccontano: il sito, il blog, il nostro Marconi’s day e tantissimi altri mezzi”.

Pensa possa essere un’idea da diffondere in tutte le scuole?

“A me piace andare in giro nelle scuole per vedere come fanno scuola gli altri e penso ci siano delle bellissime cose. Quando magari non siamo i primi a fare una certa cosa, perché siamo un pochettino indietro, non penso si crei il problema di arrivare primi, secondi o terzi. Secondo me noi svolgiamo delle attività che permettono di ingaggiare l’interesse dei ragazzi e le costruiamo in modo tale che possano imparare delle cose durante queste attività. Così quando saranno adulti e decideranno per la loro vita, si ricorderanno di cos’hanno fatto e di come l’hanno fatto. Quindi se è così, certo che mi piacerebbe che quest’idea si diffondesse”.

Che futuro potrebbe avere secondo lei questo blog? Come si potrebbe fare per promuoverlo?

“Io vorrei creare un canale “Marconi Official”, ovvero la struttura di comunicazione del Marconi, quindi non solo usare siti web, ma usare tutta la parte di social per sviluppare le comunicazioni. Mi piacerebbe per esempio usare le storie di Facebook e così via per far raccontare ai ragazzi, per esempio, le loro esperienze di alternanza, in modo da aumentare la “social reputation” del singolo ragazzo. Quindi contribuire ad utilizzare questi strumenti in modo critico, responsabile, corretto ed è ciò che deve fare la scuola”.

Ringraziamo il Dirigente per il tempo dedicatoci,

Intervista realizzata da Sarah e Giuseppe