Inchiesta Alternanza Scuola-Lavoro – Prima Fase

Per effettuare un’inchiesta sui riscontri rispetto all’ASL, ci è sembrato giusto partire da un sondaggio per scandagliare la situazione attuale degli studenti, prendendo nota dei loro giudizi.

Lo strumento del sondaggio ci è sembrato il più opportuno perché, nonostante alcuni limiti di schematizzazione e semplificazione, siamo riusciti a raggiungere un gran numero di alunni.

Il campione esaminato presenta 269 rilevazioni, divisi tra le classi del triennio.

Ricordiamo che gli indirizzi tecnici di Energia e Meccanica sono accorpati e non divisi. È presente anche una rilevazione di una terza di Elettronica.

La prima rilevazione sorprendente ci pone davanti ad un problema legato alla disinformazione.

Si presenta dunque un numero importante di ragazzi che, per disinteresse o perché nessuno si è mai attivato, non sono a conoscenza dei dettagli della Legge 107.

Mentre invece una discreta fetta di studenti è stata informata dei dettagli nel PTOF e nei documenti che autorizzano e accompagnano i singoli per tutta l’esperienza.

 

Quando abbiamo chiesto agli studenti a quante esperienze avessero già partecipato, ci è stato riferito da due classi che, al momento del sondaggio, non avevano ancora preso parte ad alcuna esperienza di alternanza.

Dalle rilevazioni è risultata anche una buona fetta di studenti che si sono dedicati a esperienze di volontariato in enti no-profit.

Gran parte degli studenti, dopo le loro esperienze, pensano che il Marconi rappresenti un punto di riferimento per le scuole del territorio in merito all’attuazione dell’alternanza.

Uno dei punti critici delle esperienze è sicuramente il trasporto pubblico che, nel periodo estivo, potrebbe presentare un problema relativo alla disponibilità di corse oppure la lontananza del posto di lavoro da casa. Dai dati registrati risultano tante persone in difficoltà. I dati rilevati potrebbero anche essere frutto dell’indisponibilità in famiglia di fornire un trasporto allo studente.

Per quanto riguarda il giudizio complessivo delle esperienze risulta un alto numero di persone soddisfatte, contrapposte però a studenti che hanno trovato la loro esperienza assolutamente non proficua.

Un altro punto critico è dato dal fatto che, dopo le conclusioni delle esperienze, non sempre viene prestata attenzione allo studente, rilevando le sue opinioni e i suoi riscontri.

Gran parte dei risultati è risultata discordante nei confronti delle modalità con cui viene svolta l’ASL, mentre un’alta percentuale risulta neutrale oppure favorevole.

Le risposte riguardo i contatti creatisi con le aziende del territorio risultano maggiormente positivi o neutrali. Una piccola fetta di studenti pensa comunque il contrario.

Un dato importante che ci si aspettava di rilevare è relativo alla parte di valutazione “unilaterale”: al momento è disponibile infatti solo la valutazione dello studente da parte dell’azienda ospitante, mentre il contrario non è prevista.

Nel sondaggio abbiamo richiesto anche di scrivere eventualmente delle osservazioni personali. Per garantire la libertà di espressione di tutti la compilazione del questionario è avvenuto in forma anonima, dopo che siamo passati nelle classi interessate a presentare la nostra iniziativa, non calata dall’alto né istituzionale, bensì frutto di una discussione all’interno del blog.

Alcuni giudizi personali rilasciati al momento del sondaggio sono stati:

“è stato bello fare alternanza in una multinazionale ma ritengo che per un informatico sia meglio fare alternanza in luoghi inerenti a quello che fa cioè alla programmazione ed è la scuola che si deve occupare della ricerca di queste e anche di eventuali piani per garantire lo spostamento “casa lavoro””

“alla (Importante multinazionale meccanica) durante il periodo di scuola alternanza la mia mansione era quella di fare scanner ai faldoni, così per 3 settimane. In un’altra azienda mi sono trovato bene e ho imparato cose nuove”

“riguardo la mia esperienza di ASL individuale effettuata in azienda non ho nulla da dire, invece ritengo l’attività di ASL a classe intera una cosa inutile”

“La prima esperienza ASL non è stata adeguata con l’indirizzo scolastico scelto”

“Sono state esperienze positive in quanto ho appreso diversi concetti tecnici e non, ma resta il fatto che alla fine del lavoro non è previsto nessun rimborso spese almeno per il trasporto o per il pranzo. Nell’arco dei tre anni ho speso più di 300 euro per la benzina, in quanto le aziende ospitanti erano lontane dalla mia abitazione. Per quanto riguarda i pranzi soltanto due aziende su quattro hanno provveduto ad offrire o rimborsare il pasto.”

“La mia esperienza è stata prevalentemente positiva, mi sono molto divertito a realizzare il mio progetto, anche perché l’ho iniziato molto prima dell’attività di alternanza. L’unica nota negativa è sull’esposizione al consiglio di classe: a mio parere troppo breve e troppo “superficiale” considerando il lavoro che ho svolto.”

“L’alternanza scuola lavoro è stata per me un’esperienza unica che mi ha permesso di entrare in contatto con il mondo del lavoro e con altre persone, diverse rispetto ai docenti scolastici. Importante è stato anche l’aspetto di apprendimento che l’alternanza mi ha dato, consentendomi di ampliare le conoscenze e svilupparne di nuove.”

“Le mie esperienze di ASL sono quasi tutte state fantastiche: utili per capire il mondo del lavoro e utili per conoscere i miei limiti e capacità.”

“È stata un esperienza parzialmente inutile i primi due anni, spostare scatole e ordinare armadi non mi pare cosa utile ad informatica, anche fare i lavori inutili che non hanno voglia di fare i dipendenti risulta altrettanto non idoneo, mettersi a fare copia incolla su dei file sinceramente è una presa in giro, ci sono troppe aziende non serie e ci dovrebbe essere maggior controllo capillare per ogni studente da parte della scuola, perché cosi tanto vale non fare niente e stare in classe.”

“Ho fatto 300 ore di stage durante una sola estate a quel punto mi sono trovato alla fine di quest’anno dove mi hanno fatto presente che le 400 ore di alternanza non erano più necessarie per l’ammissione agli esami..”

“Io fortunatamente ho trovato una ditta da solo l’anno scorso, altrimenti ora avrei 120 ore in meno in quanto il mio prof e soprattutto il prof P. non sono stati in grado di trovare per me, e altri miei compagni, una ditta entro la fine dell’anno.”

“Mi hanno abbandonato a me stesso, facendomi trascorrere le giornate pulendo per terra, gettando la spazzatura e spostando scatoloni e utensili che i tecnici lasciavano in giro”

“È stata positiva perché mi ha permesso di affacciarmi nel mondo del lavoro da più vicino aiutando in lavori manuali il mio tutor, osservare e imparare”

Ho effettuato due esperienze di stage: una positiva e una negativa.

“La prima in uno studio di progettazione mentre la seconda in una struttura in cui sono presenti diverse start-up. Il problema principale è stata la mancanza di comunicazione tra azienda e scuola, c’è infatti da precisare che per questo progetto in particolare sono stati selezionati tre studenti fra tutti delle classi quarte per sviluppare un’idea innovativa e portarla a termine entro la fine dell’anno scolastico insieme ad altri due ragazzi di un altro istituto. Non è stato possibile portare a termine il progetto in quanto noi studenti siamo stati lasciati senza un riferimento scolastico che potesse dirigere ed accelerare i tempi di sviluppo: i componenti del gruppo sono stati obbligati ad impiegare decine di ore extra scolastiche rubate allo studio con conseguenze sul rendimento scolastico. É quindi chiaro che in queste motivazioni è scomparso il coinvolgimento per il progetto che tradotto è stato abbandonato per volere dell’azienda.”

“È stata un’ottima esperienza in quanto ho potuto spaziare dal cablare quadri, alla preparazione e all’installazione di lampioni passando poi dalla preparazione dei connettori per il PLC.

“Oltre a queste attività fatte all’interno dell’officina sono anche intervenuto su vari cantieri, a volte montando impianti anti-incendio, altre volte riparando cancelli automatici e altre volte ancora rifacendo impianti civili in garage o in case.”

“L’esperienza è stata molto costruttiva e completa, i miei tutor (non sempre era lo stesso) sono stati molto pazienti e attenti nello spiegare le mansioni che mi venivano via via assegnate, in particolare una cosa che ho apprezzato molto è stata che quando facevo ad esempio il cablaggio dei così detti “nasi” (i dispositivi che rilevano la presenza di fumo in caso di incendio) se ad esempio collegavo un cavo ma non era collegato al meglio il tutor che in quel momento mi stava seguendo mi faceva rifare tutto stavolta aggiungendo qualche fondamentale consiglio.”

Ho fatto l’ASL in un’importante multinazionale di elettrotecnica a Dalmine per tutto il mese di gennaio. Come esperienza è stata perlopiù deludente: il lavoro che avrei dovuto svolgere in azienda era già stato prestabilito dalla scuola, e tanto per cominciare bene non era inerente al mio indirizzo di studio. Tuttavia la strumentazione che mi serviva per svolgere questo lavoro non è mai arrivata e quindi quel lavoro non è mai stato svolto. Quindi, come il classico sfortunato tirocinante, sono finito davanti al computer a sistemare archivi, correggere le BOM dei componenti elettrici per tutto il mese. In ogni caso il tutor e gli altri dipendenti con cui lavoravo sono sempre stati gentili e disponibili nei miei confronti: mi hanno fatto visitare l’intera azienda, i laboratori, e mi hanno coinvolto con il lavoro che stavano svolgendo (questa è stata la vera esperienza). Il vero problema è stata quindi l’organizzazione del programma tra scuola e azienda. Avrei molto volentieri fatto delle saldature con i circuiti stampati, ma qualsiasi altra attività che necessitasse l’uso dei laboratori non era possibile a causa delle norme di sicurezza della azienda.”

Qui invece vengono riportate alcune problematiche riscontrate insieme anche a possibili miglioramenti attuabili:

“Gli orari sono la problematica più grande. Bisognerebbe spingere di più per un alternanza durante gli orari scolastici e non estivi”

“Si dovrebbe velocizzare l’assegnazione nelle aziende”

“Il problema principale è trovare un’azienda per ogni studente , evitando di mandarli nelle scuole d’estate.”

Scegliendo solamente aziende riguardanti l’ambito dell’indirizzo e facendo ASL solamente durante l’anno scolastico”

“400 ore sono un vincolo inutile per poter accedere all’esame di stato”

Secondo me le problematiche sono il fatto dell’organizzazione che è pessima, della distribuzione delle ore durante gli anni che è concentrata solo in determinati mesi.”

“Raggiungimento delle aziende per molti non è semplice , soprattutto se esse sono distanti da casa”

“Non è chiaro alle aziende e si finisce per essere sfruttati per del lavoro gratuito durante il quale non si impara granché”

“Stanziare dei fondi per il rimborso spese trasporto e/o pranzo”

“Il problema principale a mio parere è il fatto che questa attività sia obbligatoria. Dovrebbe essere opzionale, sia perché è molto difficile gestire più di 500 persone e assegnarle ad un’azienda sia perché è in orario extra scolastico. Molte scuole fanno più di 2 mesi di ASL in orario scolastico. Tralasciando poi i problemi che potrebbero affrontare i ragazzi che non hanno trovato un’azienda o hanno più di una materia da recuperare durante l’estate.”

“il problema è che si tratta di un sistema nuovo, le aziende si devono ancora abituare a questo nuovo tipo di esperienze, le scuole fanno fatica a trovare contatti.”

“per gli indirizzi tecnici l’ ASL è davvero un buonissimo strumento per capire come funziona il mondo del lavoro. per gli indirizzi non tecnici e non professionali come licei trovo difficile che le loro competenze possano essere utili in aziende, risultando in un’ esperienza non costruttiva.”

“La Problematica principale secondo me sarebbe che per la maggioranza si svolge nel periodo estivo, cioè durante le vacanze e per uno studente questo è davvero difficile da digerire. Anche se l’esperienza del ASL è davvero interessante e apre un nuovo mondo ai ragazzi, un ragazzo si interessa molto di meno perché viene svolta durante le vacanze estive”

“Sarebbe necessario rivedere completamente il modo di approccio sia da parte degli studenti che da parte delle aziende”

“Non tutte le aziende coinvolte ne apprezzano il potenziale: alcune mettono gli studenti a fare lavori manuali e ripetitivi che non sono inerenti al loro percorso di studio. Inoltre molte ore lavorative che ho fatto non sono state contate per complicazioni burocratiche.”

“Gli studenti sono lasciati a loro stessi e nessuno li segue, le aziende vanno selezionate con accortezza e verificate personalmente dai docenti, insieme al percorso da far effettuare allo studente quindi di supervisionarlo di conseguenza, e di non far fare all’azienda come si vuole, il povero studente bisognoso di ore non può ribellarsi e dire che pulire il pavimento non è un suo compito.”

“Teoricamente l’alternanza scuola-lavoro ha diversi punti positivi, per esempio la possibilità di fare esperienza in una realtà lavorativa, individuare i propri punti di forza e quelli da migliorare ecc. In realtà, spesso non è così. Le mansioni sono sempre le stesse: una volta che hai capito come si fa un lavoro finisci per ripetere le stesse azioni per tutta la giornata, o in casi estremi, per tutto il periodo del tirocinio. Inoltre l’azienda ti considera come un dipendente qualunque, anzi, come il dipendente che deve fare tutto e bene, senza essere retribuito. Di conseguenza l’azienda trae profitto dal lavoro del tirocinante, mentre quest’ultimo viene sfruttato fino all’esaurimento e poi salutato a fine tirocinio con un “Grazie, arrivederci e alla prossima!”. L’esperienza potrebbe essere migliore se effettivamente l’azienda ospitante ponesse il tirocinante al fianco di un tutor cosicchè il ragazzo possa apprendere i concetti e i trucchi del mestiere da una persona esperta del settore lavorativo. Infine una paga minima al tirocinante sarebbe una giusta ricompensa per il lavoro svolto, l’impegno dedicato e le spese affrontate durante il periodo del tirocinio!”

Una gestione più coerente dell’alternanza offrendo più opportunità verso l’estero … non durante il programma scolastico ma durante le pause didattiche. E il conteggio delle ore sarebbe meglio se fosse gestito in un sistema aggiornato che permetta di consultarle”

“La distribuzione delle ore di ASL durante il periodo scolastico. Bisognerebbe evitare il più possibile la perdita di ore scolastiche e magari si potrebbero spostare le attività di alternanza in orario pomeridiano. Bisognerebbe dare più opportunità ai ragazzi di fare attività che valgano come alternanza, così da non impegnarli 3 settimane durante le vacanze scolastiche. Scelta individuale del proprio progetto di ASL senza nessun vincolo ma solo linee guida.”

“Consegna dei documenti allo studente 1 settimana prima di iniziare lo stage”

Si potrebbe migliorare avvisando gli studenti di terza di iniziare a guardarsi subito attorno e trovare da soli un azienda”

“L’alternanza spesso non è mirata all’indirizzo scelto dallo studente, inoltre non ho fatto nulla per tre settimane 😊

“Con l’azienda madrina la mia classe in due anni non ha fatto niente (solo una visita in azienda), totalizzando meno di 15 ore. Mi piacerebbe fare qualcosa di interessante durante l’anno scolastico…”

“L’organizzazione per gli stage è veramente pessima sia per i documenti che per lo stage effettivo e tutto questo si potrebbe si potrebbe risolvere con una organizzazione più efficiente da parte degli insegnanti che molte volte non sanno pure l’ora cosa fare”

“Presentare sin da subito il programma da seguire, e non modificarlo a comodità dell’azienda a discapito nostro.”

“Si potrebbe migliorare cercando le aziende più attentamente e i professori che fanno da referenti per l’alternanza, insieme alla scuola, dovrebbero mobilitarsi prima per garantire lo svolgimento dell’alternanza scuola lavoro (siamo quasi a giugno e nella mia classe ci sono alunni che non hanno ancora un’azienda in cui andare quest’estate)”

“Tutte le scuole fanno stage in inverno noi solo in estate.. ITIS di Dalmine soprattutto le classi di elettronica/elettrotecnica che fanno pochissime ore di stage durante l’anno”

“Secondo me le problematiche principali dell’ASL sono soprattutto il fatto che gli studenti in azienda quasi mai svolgono il lavoro per cui stanno studiando e la maggior parte delle volte fanno lavori che sono “scomodi” per i dipendenti dell’azienda ospitante”

Organizzazione quasi pessima, alcune aziende non hanno nulla a che vedere con le attività di percorso formativo, e le modalità di esecuzione sono totalmente sbagliate….in molti casi non si impara nulla e gli studenti vengono “sfruttati” in attività senza alcuna crescita per lo studente (8 ore di stampe fogli, 8 ore fermo a postazioni per spellare fili elettrici, spostamento materiali in azienda da un magazzino ad un altro per 8 ore, ecc…). Personalmente sono rimasto abbastanza soddisfatto della mia esperienza perché fortunatamente ho potuto scegliere l’azienda (già di mia conoscenza) in cui ho imparato diverse cose utili. Per molti altri non è stato così.”

“Il rischio di non fare nulla. Bisognerebbe valutare le singole aziende e chiedere magari di compilare un questionario in cui si chiede con svariate domande a scelta multipla quanto l’azienda riuscirebbe a seguire il tirocinante in diversi ambiti e cosa l’azienda ha intenzione di far fare allo stesso.”

“Il problema principale di alcune aziende è l’impossibilità di svolgere lavori manuali a causa delle norme di sicurezza. Invece una soluzione per migliorare l’alternanza scuola lavoro sarebbe quella di integrare direttamente il tirocinante nel lavoro che i dipendenti della azienda stanno svolgendo, anche se potrebbe essere di intralcio, e non far fare un lavoro a parte”

Con l’auspicio di continuare questo percorso interessante con l’inchiesta, ringraziamo tantissimo i ragazzi che si sono dimostrati onesti e disponibili per questo tipo di progetto.