Imparare a programmare con i mattoncini colorati

un esempio di lego mindstorm presentato dal nostro istituto a Futura Bergamo

Salve studenti! Quest’anno scolastico è cominciato in un modo alquanto bizzarro, infatti, dopo pochi giorni dall’inizio della scuola, il nostro istituto è stato coinvolto in una attività che ha addirittura preceduto la tradizionale Bergamo Scienza. Stiamo parlando di Bergamo Futura, nonostante l’esposizione sia durata solo 3 giorni, dal 17 al 19 settembre, la nostra scuola è stata inserita e presentata all’interno della manifestazione ottenendo anche un modesto successo. Inoltre molte classi sono potute andare alla visita di quest’evento durante l’orario scolastico! Ma come il nostro istituto si è differenziato? Per rispondere a questa ed altre domande abbiamo intervistato un ragazzo delle classi terze che si è offerto per l’organizzazione dell’ evento.
Ciao Lorenzo, di cosa ti sei occupato a futura Bergamo?
– Comincerei col dire che l’attività che ho presentato è solo una piccola parte di quello che ha svolto l’IIS Marconi. Io con altri miei colleghi, di classi differenti, abbiamo presentato un percorso per le scuole. L’attività era rivolta alle scuole medie, quindi molto semplificata. Con l’aiuto dei LEGO Mindstorms abbiamo fatto avvicinare giovani menti nel campo della robotica e programmazione. Il loro compito era di programmare un EV3 già assemblato affinché seguisse una linea colorata. Noi “Marconiani” avevamo l’incarico di insegnare ai ragazzi le basi della programmazione e affiancarli in caso di necessità. Dopo aver risolto il “problema della linea”, ai giovani studenti veniva dato libero sfogo alla propria creatività che rendeva l’attività molto più tranquilla e divertente.
Hai trovato difficoltà di qualche tipo?
– No, di nessun tipo. Il lavoro era stato precedentemente organizzato da noi studenti un paio di giorni prima. Per quanto riguarda i trasporti tra la scuola e Bergamo e i pasti, sono stati gentilmente offerti dagli organizzatori dell’ evento. E tutto questo non è roba da poco! Infine per quanto riguarda la strumentazione è stato tutto organizzato perfettamente, da computer in più a batterie di scorta per evitare che nessuno rimanesse a “bocca asciutta”.
– Prima hai accennato a uno ‘spazio creativo’, ci sapresti dire di più?
– Assolutamente si. E’ stata la parte più giocosa e divertente, i ragazzi si sono sbizzarriti in ogni tipologia di forma creativa: alcuni si sono divertiti a facendo comparire facce buffe sul display degli EV3, altri programmando scontri coi robot attraverso il sensore a ultrasuoni, infine altri facendo giocare il proprio robot a calcio con palline colorate o castagne trovate nei giardini. In conclusione i ragazzi di ogni classe che abbiamo intrattenuto si dilettavano con il telecomando bluetooth installabile sul proprio smartphone creando combattimenti tra EV3 e gare di velocità.
– Un riscontro finale di tutta l’attività?
– Sicuramente è stata molto impegnativa ma allo stesso tempo molto divertente e ricca di soddisfazioni. I ragazzi sicuramente non sono rimasti delusi e le loro professoresse non hanno riportato nessun commento negativo.

Concludo dicendo che il nostro istituto ha fatto “faville” anche questa volta, ma ci teniamo a ricordare che l’attività descritta non è stata l’unica che il Marconi ha proposto; molti ragazzi della nostra scuola hanno esposto i loro progetti e le loro idee a tutta Bergamo.

Lorenzo C.