Il Cantastorie

Una storia qualunque conosciuta da chiunque

di Alberto F., 4^Bt

Questa è la storia di un Cantastorie qualunque,
conosciuto da chiunque.
Il Cantastorie andava,
cantava,
vantandosi delle sue grandi abilità canore, dimenticandosi però di avere un onore.
Trattava il Fabbro con superiorità,
dimenticandosi quando vedendolo in difficoltà,
lo aiutò,
e dagli impicci lo levò.
Quando quella volta all’ultimo momento,
gli elevò un palco per un grande evento.
Anche con l’Astrologo aveva litigato,
perché i limiti che  aveva rivelato,
l’artista non aveva accettato,
seppur a grandi eventi destinato.
Chissà se per paura o per disprezzo,
dimostrò di non essere un uomo tutto d’un pezzo?

In fondo anche grazie ai suoi Tuttofare,  qualunque ostacolo riusciva a superare,
pur sapendo nel suo cuore, che poteva con il rispetto evitare il dolore.
Un giorno, un Aiutante gli disse:
“Dietro cosa la tua anima si schermisce?”
Lui rispose:
“Nulla mi impaurisce,
ho solo paura di me stesso,
perché quando guardo il mio riflesso,
rimango perplesso.
Quelle poche volte,
che c’ho provato,
sono cascato senza fiato”.
Allora l’Aiutante disse:
“ Non aver timore d’ essere ciò che sei,
chi ti giudica,
non accetta la critica,
ma non per questo ti devi nascondere dietro una ricalcatura,
che non rispecchia la tua cultura.
Sii disponibile,
non impassibile:
la gente così ti disprezza,
ma ama la brezza,
della tua cordial voce
che a nessun anima nuoce.
Non essere forte,
come se dovessi affrontare una guerra al fronte;
piuttosto sii debole,
ma non colpevole.
Quando la pioggia passerà,
io so che la tua parola veramente qualcosa varrà,
e solo allora ci sentiremo tutti in pace,
come il volo alto di un rapace”.