Francesco Merlini: “Vi racconto la mia vita… dal 6 settembre 1963 ad oggi…”

Francesco Merlini, ex Maresciallo dei Carabinieri, presidente dell’Associazione nazionale dei carabinieri e volontario dell’ANTEAS.

Buongiorno signor Merlini, ci siamo conosciuti quando mi sono trasferita qui da Taranto. Sono quasi tre anni che, ogni giovedì, lei mi accompagna a scuola. Faccio parte del Blog della scuola “Il marconista” e, sotto consiglio del preside dell’istituto, Maurizio Chiappa, ho deciso d’intervistarla. Sono molto curiosa di conoscere la sua vita. 

Com’è diventato Maresciallo dei Carabinieri?

“Sono nato a Gandellino, in Val Seriana, il 26 luglio del 1946, l’anno della Repubblica Italiana. Mi sono arruolato nell’arma a soli 17 anni, il 6 settembre del 1963. Finita la scuola, a Roma, sono stato mandato a Genova nella stazione dei carabinieri Quarto dei mille, dove s’imbarcò Garibaldi. Dopo essere diventato vice brigadiere presso la scuola sotto ufficiali di Firenze, sono stato trasferito nella stazione di Colle Isacco in Trentino Alto Adige. Qui, per evitare il terrorismo, ho controllato ogni giorno 5KM del confine tra l’Italia e l’Austria. Presso la scuola Alpini carabinieri in Val Gardenia ho fatto il corso di sci, di soccorso per la montagna e di rocciatore. Sono stato abilitato per tutte le specializzazioni della montagna. Dopo di che sono stato trasferito in Emilia Romagna, mi sono sposato e ho vissuto lì per un paio di anni. Tornato in Lombardia sono stato Maresciallo dei carabinieri nella stazione di Osio Sotto per ben 14 anni. Ho sempre amato il mio lavoro, presidiare il territorio e dare maggiore sicurezza ai cittadini.”

Da quando è in pensione? Di che cosa si occupa ora?

“Sono in pensione dal 2000, i carabinieri in congedo si iscrivono all’Associazione Nazionale dei Carabinieri; io sono il presidente della sezione di Osio Sotto. Collaboriamo con le forze di polizia e con i vigili municipali. Qui a Osio Sotto siamo 130 e all’interno ci sono anche i volontari e i benemeriti: le nostre mogli che si occupano di beneficenza. Inoltre dal 2000 faccio parte di l’ANTEAS – Associazione Nazionale terza età attiva. All’interno di questa associazione mi occupo del servizio di trasporto per i disabili, ed è grazie a questo servizio che ti ho conosciuta, Sara, e che siamo diventati buoni amici. Accompagnarvi a scuola mi gratifica moltissimo, da voi ricevo tanti insegnamenti, e questo mi commuove sempre.”

Signor Merlini è la prima volta che si trova a dover parlare di sé e della sua carriera? 

“Spesso mi capita di essere invitato nelle scuole a raccontare la mia esperienza per cercare di dare degli insegnamenti ai giovani. Nella mia vita, purtroppo, ho visto tante cose brutte. Il male del secolo è la droga. Spesso mi è capitato di mettere i braccialetti, le manette, a ragazzi per droga o rapine e di doverlo poi comunicare alle famiglie. Ho visto la sofferenza dei genitori, feriti nell’animo dai propri figli. Consiglio di non deludere mai la propria famiglia, perché essa ci sarà sempre, è l’unica certezza che abbiamo nella vita, l’unica fonte di amore incondizionato. Ogni genitore deve essere presente nella crescita dei propri figli.”

Ora mi permetto di darti del tu e di chiamarti Francesco. Abbiamo scoperto di avere delle passioni in comune, fra cui la lettura. Qual è l’ultimo libro che hai letto? E quale libro mi consigli di leggere?

“L’ultimo libro che ho letto, per ben due volte, è stato IL TATUATORE DI AUSCHIWITZ di Heater. Amo molto leggere, soprattutto libri di storia e di vicende reali. Ora sto leggendo LASCIAMI VOLARE scritto da Giampiero Ghidini, il padre del protagonista. Parla di Emanuele, un giovane ragazzo che a soli sedici anni, dopo aver provato un “Francobollo”(un acido), ha visto la fine del suo mondo. È la storia commovente di un papà che dopo la morte del figlio è pronto a seguirlo, incapace di immaginare una vita senza di lui. In merito a questo problema, ho visitato la comunità di San Patrignano, è stato emozionante, ho visto tanti giovani voler tornare a vivere.”

Ringrazio il signor Merlini per avermi dedicato il suo tempo e ringrazio anche il mio preside Maurizio Chiappa per avermi suggerito di intervistarlo, perché mi sono divertita molto ed è stato interessante.

Sara Greco