Essere una ragazza all’ITIS

Una piccola percentuale rosa in una scuola colorata di blu


La scelta della scuola superiore non è per niente facile dal momento che ci sono tanti indirizzi che si possono seguire determinando un’effettiva risposta alla fatidica domanda “Cosa vuoi fare da grande?”, cinque semplici parole che per ragazzi di tredici anni rappresentano un vero incubo a cui non è sempre facile rispondere con certezza.
Quando si è piccoli le risposte sono quasi automatiche: “Voglio fare l’astronauta” ; “Io la maestra”, ma crescendo quell’ipotetico futuro lavorativo cambia.
Quando sono gli adolescenti a rispondere le reazioni possibili da parte dell’interlocutore sono diverse a seconda dei ragazzi a cui viene posta la domanda.
I maschi possono rispondere con qualsiasi tipo di lavoro, dall’ingegnere allo psicologo, nessuno li giudicherebbe. Ma se fosse una femmina a dire “Voglio fare l’ingegnere”, sarebbe tutta un’altra storia.
Questo accade perché fin dalla storia le donne sono sempre state poste al di sotto degli uomini e per questo motivo si sono sviluppati degli stereotipi per i quali solo i ragazzi possono frequentare una scuola tecnica come un IIS o viceversa solo le ragazze possono frequentare un liceo linguistico.
La domanda quindi sorge spontanea: chi si potrebbe immaginare una donna meccanico o ingegnere informatico?
Essere una ragazza in un istituto tecnico come il Marconi significa rappresentare circa il 2% rispetto al totale degli studenti, un rapporto di 18 femmine su 900 alunni.
Questo però può essere considerato un vantaggio dato che sono molte le attività svolte per il gentil sesso.
Basti pensare al progetto STEM in collaborazione con ABB e alcune alunne dell’istituto Paleocapa,
un’attività che ha previsto degli incontri di formazione e confronto con diverse donne che lavorano in ambiti tutt’altro che femminili.
Un incarico con un fine educativo di non poco conto dato che ha trasformato una speranza di un futuro un po’ più rosa in una certezza.
Un’altra attività molto importante è il progetto “Nuvola Rosa” dove nella sede milanese di Microsoft si è seguito un percorso di programmazione e conoscenza spiegato esclusivamente da donne.

Negli ultimi anni il numero di ragazze presenti nell’istituto è stato di circa venti, si spera che con l’annessione del percorso di studi in ambito chimico questo valore salga.
La possibilità di essere sole in classe non è una delle più remote data la scarsità femminile, anche se principalmente vengono riunite tutte in una classe.
All’inizio la diversità numerica potrebbe sembrare un ostacolo, ma poi ci si rende conto che non è quello l’aspetto più rilevante.
Molte sono le ragazze che piuttosto che studiare quelle materie per cui sono portate, per la semplice paura di essere prese di mira, preferiscono frequentare scuole dove la disparità è meno netta.
Essere una donna e frequentare un istituto tecnico non deve rappresentare un problema ma una soluzione per quelle donne che vogliono andare controcorrente, prendendo in mano il proprio futuro e lottando per raggiungerlo.