A proposito di legami e relazioni…con affetto, la 2^A

Alfred Eisenstaedt Getty, "Il bacio in Times Square", copertina di <>, 1945

Ogni educatore e ogni genitore dovrebbe curare con estrema attenzione la creazione di un contesto relazionale e affettivo positivo. Tale contesto è fondamentale per un’ armonica maturazione dei ragazzi poiché sostiene il processo formativo e contribuisce allo sviluppo psicoemotivo dei soggetti in gioco. Qualsiasi relazione umana presenta una dimensione affettiva che si manifesta con un complesso di emozioni, sentimenti e stati d’animo da parte dell’individuo nei confronti dell’ambiente circostante.

Il tema dell’affettività può essere affrontato anche all’interno della disciplina di Religione. Noi ragazzi di 2^A ne abbiamo analizzato le diverse dimensioni guidati dal professor Togni.

Il primo contesto relazionale nel quale un soggetto si trova è quello della famiglia: con i propri genitori ogni ragazzo costruisce le sue prime relazioni cariche di emozioni e affetti. All’interno della famiglia inoltre ogni soggetto impara ad esprimere i propri sentimenti e le proprie passioni.

È essenziale che vi sia un clima disteso, di buona comunicazione; che nella famiglia sia facile creare momenti di maggiore intimità durante i quali possono affiorare i sentimenti di ognuno. È altresì importante poter dire agli altri cosa si pensa di loro e cosa ci è piaciuto o meno dei loro comportamenti con lealtà e affetto, senza paura di essere esclusi. Esiste poi la dimensione affettiva dell’amicizia. Il ragazzo, uscito dal nido familiare si presenta nel mondo accompagnato e sostenuto da alcuni legami d’amicizia. Tra due amici si crea un affetto reciproco positivo, ci si intende, ci si rispetta. Due amici sentono di essere all’interno di una relazione paritaria nella quale sono liberi di esternare i propri desideri e le proprie emozioni senza paura di essere giudicati.

Se estendiamo ad un gruppo più ampio questa relazione tra due persone, entriamo nella dimensione sociale.

Per i cristiani l’agape (termine dal greco) era proprio il legame di una comunità umana riunita insieme e vincolata dall’amore fraterno. Tutti gli uomini dovrebbero sentirsi parte di relazioni interpersonali basate sul rispetto, sulla parità e sullo scambio.

Infine non si può dimenticare la dimensione dell’amore, indicato nella letteratura con il termine sempre greco di eros. Si tratta di un emozione forte che nasce spontanea e non può essere imposta dall’esterno. Scatena in noi reazioni fisiologiche e psicologiche. Si sente il desiderio di condividere con un’altra persona tutti gli aspetti della nostra vita.

La dimensione intima dell’amore i compone di due parti entrambe essenziali: l’attrazione fisica e quella mentale. La prima ci attrae ad un’altra persona perché ci colpisce il suo linguaggio del corpo. Siamo attratti da chi cammina in un certo modo, chi gesticola in un certo modo e da chi si veste in un certo modo.

Questi linguaggi non sono in grado di esprimere un universo di valori facendoci comprendere meglio la persona che sta di fronte a noi. Per diventare amore però l’attrazione fisica deve trasformarsi anche in attrazione mentale: dobbiamo essere colpiti anche dai pensieri e dai ragionamenti di chi amiamo per poter stimolare dialoghi e riflessioni.

A conclusione del percorso affrontato abbiamo compreso l’importanza di educare all’affettività intendendola come un’educazione al rispetto, alla parità, alla lealtà e alla sincerità.

Danny M.