1938, razzisti per legge

razzismo, raz·zì·ṣmo/ sostantivo maschileOgni tendenza, psicologica o politica, suscettibile di assurgere a teoria o di esser legittimata dalla legge, che, fondandosi sulla presunta superiorità di una razza sulle altre o su di un’altra, favorisca o determini discriminazioni sociali o addirittura genocidio. Estens. Qualsiasi discriminazione esacerbata a danno di individui e categorie.

Tra le numerose attività che il Marconi sta realizzando per festeggiare i 70 anni della Costituzione, vi è l’allestimento della mostra “1938, razzisti per legge”, realizza dall’ISREC di Bergamo.

Il percorso espositivo  descrive come il fascismo, dopo aver costruito per anni un “immaginario” per gli italiani, arriva a poco a poco a trasformare il senso di superiorità e le discriminazioni nei confronti delle altre “razze” in un organico corpus di leggi,  da quelle per la difesa della razza, a quelle del 1937 per le colonie,  alle leggi antiebraiche. Il razzismo diventa quindi legge da rispettare e da far rispettare, applicandola meticolosamente, da buoni cittadini e funzionari: la tendenza psicologica e politca, assurta a teoria, diviene  legge dello stato e legittima discriminazione e genocidio. I diritti basilari, poi sanciti dall’art. 3 della Costituzione del 1948, vengono più o meno inconsapevolmente dimenticati, nella quasi totale indifferenza.

Costituzione della Repubblica italiana, art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

La  mostra è liberamente visitabile negli orari di apertura della scuola. Alcuni studenti delle classi seconde e terze, che hanno seguito un per corso di formazione, accompagneranno in una visita guidata le classi prime la mattina del 1 giugno, e per chi lo volesse, su prenotazione, dal 4 al 7 giugno.